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giovedì 6 maggio 2010

Piccole novità

Eccoci qua, mentre si avvicina il 9 maggio a grandi falcate. Per ora vi lanciamo un piccolo promemoria - forzaforzaforzail9maggioasolzaalcastello! - ma più avanti vi parleremo bene del prossimo aperitivo, magari vi facciamo venir voglia!

Come promesso in basso a destra abbiamo aggiunto un piccolo link al nostro profilo di facebook, così potete venire a trovarci, diventare nostri amicici, stare in contatto con noi in modo più semplice e sapere quello che ci piace, quel che ci viene in testa e così via. Se proprio proprio volete fare i fighi, però, dovete entrare a far parte dell'associazione e così sarete inseriti nella ristretta lista di coloro che ricevono comunicazioni privatissime eccetera. Ma questo è un altro discorso. Intanto aggiungeteci con fiducia, non vi deluderemo.

A presto!

giovedì 14 febbraio 2008

Steven, stavolta ci hai fatto sognare davvero...

Come tutti saprete, il prossimo 8 agosto (8/08/'08, probabilmente alle 8.08 8" del mattino: i cinesi son fatti così, coi numeri) inizieranno le Olimpiadi di Pechino. L'evento che dovrebbe sancire definitivamente l'ingresso della Cina tra le potenze "buone", quelle con la coscienza magari sporca ma la faccia pulita.

E a fare da cerimoniere doveva esserci il grande Steven Spielberg, il regista dell'immaginario, che era stato ingaggiato come consulente dai cinesi per costruire una fastosa cerimonia di apertura che desse il via degnamente ai Giochi. Ma lo Stevenone ha finalmente detto picche: da tempo attivisti politici e suoi colleghi gli chiedevano di disertare l'appuntamento per dare un segnale forte alla Cina in merito alla questione Darfur. Il paese di mezzo, infatti, è in stretti rapporti commerciali (si sente puzza di petrolio...) con il Sudan, il cui governo è ritenuto da molti il responsabile della tragedia umanitaria che sconvolge quella zona del mondo. E i cinesi non avrebbero fatto abbastanza per sistemare le cose, vista la loro immensa influenza nella regione.

Forse ora Spielberg ritratterà tutto, forse si scoprirà che era solo uno sbaglio, ma è bello pensare che l'omino di ET, da solo, abbia detto di no al dragone, la straripante potenza commerciale del XXI secolo. E che l'abbia fatto per questioni di principio, senza curarsi del danno economico che potrebbe ricavare da questo diniego.

Vai, Stewie!

Un paio di link in cui si spiega tutto un po' meglio:
Corriere
NOOW
sos Darfur
Wiki sul conflitto in Darfur

venerdì 7 dicembre 2007

Imbrocchiamola!

Ecco qui un sito interessante segnalatoci da un amico: www.imbrocchiamola.org

Ultimamente si dice spesso che sono i piccoli gesti, a cambiare il mondo. Opinione a volte condivisibile, a volte un po' meno. In questo caso però ascoltare l'esortazione di questo sito non costa nulla, anzi fa risparmiare.
E seguire il consiglio sarebbe un'ottima idea soprattutto per gli abitanti di quei Comuni, come Calusco, che hanno un acqua buona nel sapore e nella presenza di oligominerali e residuo fisso.

sabato 29 settembre 2007

la potenza dei satelliti, la pochezza delle diplomazie

In alto a destra, in un riquadro rosso, è simboleggiata la nostra vicinanza al popolo birmano.
La Birmania, Stato chiuso ad ovest dall'India e ad est dalla Cina, l'elefante e il dragone superpotenze commerciali, vive dal 1988 sotto la dittatura di una giunta militare.
Già dal '62 il generale Ne Win aveva preso il potere con la forza, per essere poi spodestato dall'esercito.

In questi giorni una rivolta popolare nata a causa del rialzo vertiginoso dei prezzi dei generi di prima necessità e in particolare del petrolio, il cui prezzo è stato quintuplicato dal governo, si è trasformata in una timida reazione capeggiata dall'opposizione clandestina e dai monaci buddhisti, in grado solo di manifestare silenziosi contro il regime e di opporre bastoni alle armi da fuoco dell'esercito (è successo davvero).

Il governo ha subito reagito ordinando una dura repressione delle manifestazioni, e finora la comunità internazionale non ha preso provvedimenti se non quello di mandare un inviato Onu.
Di mezzo, come al solito, ci sono forti interessi economici e politici: la Cina, che vuole sfruttare le risorse petrolifere birmane e teme una sollevazione scatenata dai monaci tibetani sull'esempio di quelli birmani e l'instaurazione in un Paese confinante di un regime democratico, sta cercando di impedire che si faccia qualcosa di concreto.


Nel frattempo noi comuni cittadini non possiamo far altro che guardare le immagini satellitari dei villaggi distrutti dalla repressione (http://www.aaas.org/news/releases/2007/0928burma_report.shtml) e portare del rosso addosso.

un paio di link per informarsi meglio:
http://www.irrawaddymedia.com/
http://www.asianews.it/main.php?l=it
http://www.atimes.com/