giovedì 13 dicembre 2007

Il corso di patchwork in standby

Dopo le prime cinque lezioni, il corso di patchwork si prende una pausa. Siamo molto soddisfatti di come si è svolto e del successo che ha riscosso: otto persone, più le insegnanti, si sono trovate nella nostra sede per un buon mese, e hanno deciso di continuare con altri incontri a partire da gennaio.
Il corso quindi è solo fermo per ferie, e il gruppo che si è formato ha intenzione di proporre qualche novità.
In foto un particolare delle creazioni delle nostre corsiste.

venerdì 7 dicembre 2007

Imbrocchiamola!

Ecco qui un sito interessante segnalatoci da un amico: www.imbrocchiamola.org

Ultimamente si dice spesso che sono i piccoli gesti, a cambiare il mondo. Opinione a volte condivisibile, a volte un po' meno. In questo caso però ascoltare l'esortazione di questo sito non costa nulla, anzi fa risparmiare.
E seguire il consiglio sarebbe un'ottima idea soprattutto per gli abitanti di quei Comuni, come Calusco, che hanno un acqua buona nel sapore e nella presenza di oligominerali e residuo fisso.

martedì 4 dicembre 2007

fondi raccolti...

eh bè, non è andata malaccio...
la potenza degli arancini ci ha permesso di raggiungere buoni indici di gradimento, gli angioletti sono stati un successone (venduti a colpi di dieci alla volta) e candele e spille hanno fatto un'egregia figura.
unica nota stonata, le frittelle. oh, care frittelle, nessuno vi volle! tutta colpa dei frittellai professionisti che hanno insediato il primato guadagnato con fatica l'anno scorso. ma ci rifaremo, ah se ci rifaremo!
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno aiutato con i loro acquisti, ma un grazie particolare va alla guest star Roberto: senza di lui chissà come avremmo fatto.

e mo' beccatevi una foto degli imbonitori in tutto il loro splendore:

sabato 1 dicembre 2007

la task force MAM: pronti per il 2 dicembre

Noi non abbiamo l'A-team, noi non abbiamo i G.I. Joe... Noi abbiamo la task force MAM (Marilena Alfonsa Mirella)!

Le tre supereroine (si può dire?) hanno messo in campo tutte le loro abilità per la raccolta fondi pro-fermento all'interno della festa della creatività di domani, 2 dicembre. Quindi alla nostra bancarella potrete gustare gli arancini e le frittelle di mamma Alfonsa, e acquistare le candele e le spillette in feltro di mamma Mirella o i mitici angioletti (bellissimi! ancora non siam riusciti a capire come li ha fatti) di zia Marilena.
Oltre, ovviamente, a sperimentare la prorompente simpatia dei fermento's members! Ma anche avere qualche anticipazione sui corsi di gennaio (con possibilità di iscrizione) e, se volete, darci una mano a tenere la bancarella!

Che altro dire? Vi aspettiamo più o meno tutto il giorno nella via principale del paese.

mercoledì 28 novembre 2007

note per il concerto: biblio-discografia

I consigli di Paolo Frigerio: qualche libro, e i dischi essenziali per avvicinare questa musica. Dopo il concerto di stasera, che speriamo vi darà la voglia di farlo.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

"Jazz" di Arrigo Polillo, Oscar Saggi mondadori

"Autobiografia" di Miles Davis, Minimum fax

"A love supreme. Storia del capolavoro di John Coltrane", di Kahn Ashley, il Saggiatore
"Free Jazz" di Jost Ekkehard, L'Epos "Charlie Parker, Bird!" di Salvatore Gianfranco, Stampa Alternativa

DISCOGRAFIA ESSENZIALE
LE ORIGINI
Scott Joplin, Ragtime vol. 1 e 2

Bix Beiderbecke, Originals vol. 1, 2 e 3

SWING ERA Benny Goodman, Carnegie Hall concert vol. 1, 2 e 3
Louis Armstrong, The Satchmo way
Cab Calloway, Hi-De-Ho-Man 1930 1933

Glenn Miller, Big Band hits of Glenn Miller vol. 1 e 2

Count Basie, Complete atomic Basie
BEBOP
Charlie Parker, Complete live performance vol. 1-5
Dizzy Gillespie, Salt Peanuts
Bud Powell, The amazing Bud Powell vol. 1, 2 e 3
Thelonious Monk, The complete Blue Note recordings
Sonny Rollins, Sonny Rollins vol. 1 e 2
John Coltrane, Giant Steps - Crescent - A Love Supreme
FREE JAZZ Charles Mingus, Pithecanthropus Erectus - Ah Hum
Ornette Coleman, The blessing - Something else
Cecil Taylor, Jazz advance - Looking ahead
Antony Braxton, Live in New York - Creative Orchestra
Art Ensemble of Chicago, The third decade - Reunion live
LATIN JAZZ

Tito Puente, Jazzin' - Salsa meets jazz

Michael Camilo, Amo tu cama Rica - Suite e caribe
FUSION
Weather Report, Heavy Weather - Black Market - 8:30 (live)

Chick Corea Electric Band, Eye of the beholder

Per un ascolto completo dell'evoluzione del jazz dal bebop in avanti: Mile Davis: Early Miles (cofanetto antologico) Birth of the cool - Walkin' - Round about midnight - Milestones Kind of Blue - Mile ahead - Sketches of Spain - E.S.P - Nefertiti Miles smiles - Bitches Brew - Tutu



Appuntamento quindi a stasera, dalle 21.00, all'Auditorium degli Amici della Musica, in via Volta 269, Calusco

note per il concerto: "l'evoluzione del linguaggio"

Continuiamo con la preparazione al concerto. Le note di Paolo ci raccontano dei principali stili secondo cui il jazz si è declinato, dall'inizio ai giorni nostri.

SWING

In generale, nella terminologia del jazz, per swing si intende il tipico modo di suonare le note con un ritmo "saltellante". Nella pratica, per esempio, due crome (note da un ottavo) saranno suonate come una terzina di crome (tre ottavi suonati per la durata di un quarto) con le prime due note legate.
Il termine è passato ad indicare principalmente, per estensione, l'omonimo stile jazzistico che si è sviluppato contemporaneamente in due contesti completamente differenti: New York e Kansas City.

BEBOP
Bebop è un termine onomatopeico (di un effetto ritmico) che ha dato il nome al "nuovo jazz" del periodo successivo alla "swing era". Nel bebop l'improvvisazione è stata completamente rivalutata e costruita sull'armonia anzichè sul tema melodico.
L'espressione più completa di questo stile si è avuta con il sassofonista Charlie Parker, i trombettisti Dizzy Gillespie, e Fats Navarro, il trombonista J.J. Johnson, i pianisti Bud Powell e Thelonious Monk e i batteristi Kenny Clarke e Max Roach. Anche Miles Davis contribuì allo sviluppo di questo stile, così come contribuì e fece i primi passi anche in tutte le forme di jazz posteriori al bebop, di fatto "inventando" tutto quello che oggi è conosciuto come jazz moderno.

LATIN JAZZ
Questo stile è profondamente influenzato dalle ritmiche latino americane e precisamente da quelle cubane e brasiliane, che a loro volta hanno radice in quelle africane.
La "fusione" delle strutture armoniche caratteristiche del blues e del bebop con ritmi per esempio di bossanova, di samba o di mambo hanno dato vita al "latin jazz".

FREE JAZZ
L'aggettivo "free" raccoglie due significati: uno tecnico, che si riferisce all'autonomia totale dai precendenti schemi ritmici, melodici e armonici; l'altro culturale, che si riferisce al senso di libertà di una ritrovata cultura afro-americana.
Di fatto il "free" sottointende il concetto di "improvvisazione" collettiva e proprio per il suo carattere selvaggio e istintivo questo particolare modo di suonare jazz non ha potuto essere assimilato e commercializzato dall'industria dello spettacolo.
Si pensa che il primo vagito del "free" sia registrato sul disco "Pithecanthropus Erectus" del contrabbassista Charles Mingus.
I nomi però più rilevanti sono Ornette Coleman, Cecil Taylor, Sun Ra, Pharoah Sanders, Don Cherry, Art Ensemble of Chicago, Archie Shepp.
Una pietra miliare del "free" legato all'uso dell'elettronica è l'album "Bitches Brew" di Miles Davis.

FUSION
Il termine "fusion" è usato per indicare anche e soprattutto uno stile di musica sviluppato, condizionato e contaminato (in senso buono) da culture differenti.
Nello stile "fusion" sono raccolti praticamente tutti i generi musicali svilippatisi dagli anni 30 fino ad oggi: blues, jaz, latin, funk, pop, rock.
I principali fautori di questo stile sono stati il pianista Chick Corea con la sua "electric band", gli Weather Report, gli Steps Ahead ed altri gruppi che comprendevano musicisti di altissimo livello, tutti "nati" si potrebbe dire sotto l'ala di Miles Davis.

martedì 27 novembre 2007

note per il concerto: "jasz, jass o jazz?"

Per i prossimi tre giorni, sul blog saranno pubblicate alcune "informazioni tattiche di avvicinamento" al concerto di giovedì sera. Nell'intento di rendere comprensibili i temi che verranno trattati, abbiamo chiesto ad uno dei musicisti, Paolo Frigerio, di scrivere qualche breve nota sul percorso della serata.
Ecco qui la prima, sulle origini della parola jazz, suono misterioso, onomatopeico e carnale.



L'etimologia della parola JAZZ è sconosciuta, ma il grande Dizzy Gillespie diceva che "jasi", in un dialetto africano, significa Vivere ad un ritmo accelerato. In realtà esistono molte versioni sulle origini di questa parola, forse deriva da "chase" (caccia), o dall'inglese "jasm" (energia) o addirittura da "jazz-belles", con il quale venivano chiamate le prostitute di New Orleans.
Fra le poche cose di cui nessuno dubita a proposito di questo vocabolo è che, al tempo in cui cominciò ad essere usato dalle orchestre venute a Chicago da New Orleans tra il 1915 e il 1916, aveva una chiara connotazione di volgarità se non di oscenità.
Tom Brown ha dichiarato che la sua musica cominciò ad essere chiamata "jass", con intenzioni denigratorie, da alcuni rappresentanti del Sindacato Musicisti di Chicago che non avevano autorizzato le esibizioni dell'orchestrina venuta da New Orleans al loro feudo. Secondo Brown, "jass" (ma qualcuno scriveva jas, jasz, jascz o jaz) era allora semplicemente una parolaccia usata nel quartiere dei bordelli di Chicago senza alcun riferimento ad un genere musicale, opinione avvallata da molti autorevoli studiosi dello slang americano che attribuiscono al termine un originario significato sessuale.
Per altri, jazz sarebbe una corruzione di un nome di una persona: un personaggio detto Mr. Jasbo (un "negro" che ballava il cake-walk), oppure un certo Jasbo Brown, musicista che lavorava nel 1919 a Chicago e suonava una musica bizzarra e selvaggia quando era ubriaco. "Ancora, Jasbo!", "Ancora, Jas!", dicevano i clienti, dandogli da bere per avere in cambio l'eccitante musica. E così i musicisti venivano chamati infatti "jasbo" e "jass", parola sconcia con la quale (nelle case di tolleranza dell'epoca) si incitavano i clienti a ballare.


A domani, con gli stili del jazz!